È possibile accedere ai prestiti con la formula della cessione del quinto se si è dipendenti di ditte private? La risposta è sì. La cessione del quinto ad oggi non è più riservata ai soli dipendenti statali e pubblici, ma può essere richiesta da la maggior parte di  coloro che posseggono un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Inizialmente la cessione del quinto era stata studiata solo per i dipendenti pubblici e statali, in quanto il datore di lavoro, solido e non incline al fallimento, rappresentava per gli istituti di credito una garanzia sufficiente per la solvibilità del prestito.

Con l’incremento della crisi e la necessità pressante di coinvolgere anche altre categorie di lavoratori nel mondo dei prestiti, la cessione del quinto è stata estesa anche ai dipendenti privati. In questi casi però, viene valutata ovviamente la solvibilità dell’azienda di appartenenza del richiedente: dovrà avere almeno 16 dipendenti e una traiettoria di 3 anni come minimo. Inoltre viene valutata la solvibilità degli amministratori della società che infatti dovranno essere liberi di segnalazioni, protesti o pignoramenti.

D’altra parte, i requisiti che un dipendente privato deve presentare a fronte di una richiesta di prestito con cessione del quinto sono le due ultime buste paga, la copia dei documenti personali e il certificato di stipendio.

In pochi giorni sarà possibile ottenere un preventivo per la cessione del quinto con un piano di ammortamento a rate costanti e a tasso fisso, la cui quota da restituire mensilmente non potrà superare la quinta parte della propria retribuzione, come prevede il questa modalità di finanziamento.

Un consiglio importante nel momento in cui si richiede un finanziamento è quello di domandare diversi preventivi per lo stesso importo e per la stessa durata: in questo modo sarà più facile comparare le proposte e scegliere quella più vantaggiosa. Nel preventivo di prestito infatti devono comparire nel dettaglio del piano di ammortamento, l’importo delle singole rate comprensivo del surplus dei tassi di interesse, su cui va posta particolare attenzione. In particolare al TAEG che racchiude anche le spese accessorie.