Prestiti

Oct 19, 2020 (0) comment

  • Parametri da valutare per scegliere bene

I prestiti personali a differenza dei mutui sono certamente più gettonati e semplici da ottenere; prima di tutto non sono vincolati a garanzie reali, secondariamente non sono legati all’acquisto di un bene o di un servizio determinato.

Questi due aspetti sono certamente motivazioni forti per scegliere un prestito personale non finalizzato, come ad esempio la cessione del quinto dello stipendio o il prestito delega.

Ma quali sono i criteri per valutare correttamente i vantaggi concreti di un prestito? Il primo parametro da tenere in considerazione come termine di paragone per capire l’effettiva  convenienza di un prestito rispetto a un altro è senza dubbio il tasso di interesse. Con questo termine si indica l’unità di misura di un prestito comprensiva anche del guadagno dell’ente creditore ed è espresso in termini percentuali. Il tasso di interesse quando si parla di prestiti personali si divide in due categorie:
1. il TAN, tasso annuo nominale, rappresenta l’interesse annuo applicato a un prestito, che il beneficiario del prestito deve corrispondere all’istituto erogatore  in percentuale su ogni rata di scadenza; il TAN non è il tasso reale del finanziamento
2. il TAEG, tasso annuo effettivo globale, è il vero ed effettivo parametro con il quale si possono paragonare vari preventivi di prestito; esso infatti comprende anche le spese accessorie che gravitano intorno a una pratica di prestito personale.
Capita spesso di sentire promozioni per l’acquisto di beni al consumo come un cellulare o un’automobile “a tasso zero”. Concretamente però questa dicitura riguarda solo il TAN, non il TAEG, che invece è valorizzato e fa aumentare il costo reale del bene a fronte della rateizzazione del suo pagamento.
Sempre in ambito di tassi di interesse, esiste anche il TEG, ovvero il tasso effettivo globale, valorizzato un base annua ed espresso in percentuale, che comprende tutte le spese correlate all’apertura di una pratica di prestito, tranne le spese assicurative. Dopo i tassi di interesse, per capire l’effettiva convenienza di un prestito è necessario prendere in considerazione altri due parametri; il primo è composto dalle spese di istruttoria, ovvero tutti quei costi di gestione della domanda di prestito. Le spese di istruttoria sono quindi tutti gli oneri che l’istituto di credito affronta per aprire la pratica di finanziamento.
Non molto incisiva ma comunque presente è anche la spesa di incasso rata, ovvero una quota di un euro a carico del richiedente per l’addebito diretto in conto corrente della rata di rimborso del prestito personale.
L’ultimo parametro importante per ponderare i reali vantaggi di un prestito in paragone ad un altro sono le spese assicurative. La stipula di polizze assicurative, in particolare quella rischio perdita impiego e quella sulla vita, sono spesso obbligatorie e vincolanti per la riuscita del prestito stesso.
Questo excursus lungo i parametri di un prestito personale ha il compito di aiutarti a capire quando davvero un prestito è più conveniente di un altro. È importante infatti, quando si decide di compiere un passo così incisivo per il bilancio economico familiare avere la percezione netta e concreta di quanto tale passo costa in termini reali e se effettivamente sia la scelta più conveniente da compiere.
Per saperne di più: documenti necessari per la cessione del quinto e prestiti INPDAP.

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