Mancato pagamento rata prestito: conseguenze e soluzioni

Oct 19, 2020 (0) comment

Alcuni dei nostri clienti ci hanno chiesto, più di una volta, sulle conseguenze che potrebbe implicare il mancato pagamento di una o alcune rate di un prestito personale.

In questo articolo, cercheremo di chiarire gli effetti derivanti di non rispettare puntualmente i pagamenti delle rate di un prestito e le possibili soluzioni per evitare queste situazioni.

Nei prestiti personali, il richiedente si prende la responsabilità di rispondere ai propri obblighi (rimborso del capitale erogato, pagamento degli interessi ed altre spese presenti nel contratto) con i propri beni. Per questo motivo, prima di concedere un finanziamento, le banche e le società eroganti chiedono spesso diversi documenti per conoscere il profilo creditizio/finanziario del richiedente, ovvero un inventario dei beni e del patrimonio, oltre alla realizzazione di diverse verifiche nelle banche dati delle Centrali di Rischio per controllare l’esistenza di protesti o segnalazioni.

Se il debitore di un prestito personale è in ritardo in merito alla scadenza delle rate di restituzione, dovrà pagare alla banca erogante alcuni interessi addizionali presenti nel contratto di prestito sotto la voce “interessi di mora”. Spesso, questi interessi sono molto superiori a quelli ordinari del prestito stesso. Il modo in cui sono stati calcolati deve essere chiaramente spiegato nel documento contrattuale.

D’altra parte, le banche eroganti e gli istituti di credito, solitamente ricevono una “commissione di reclamazione” in merito a pagamenti non effettuati nel momento in cui devono richiedere al debitore le rate non retribuite. Anche questo costo sarà compreso nel contratto.

Nei casi estremi, se il debitore non fa fronte puntualmente a più di una rata, la banca erogante potrebbe avere la facoltà d’incassare il debito attraverso il sequestro o il pignoramento di alcuni beni proprietà del cliente, sempre in accordo con la normativa di legge in vigore.

Se si tratta di un prestito personale nel quale esiste un fideiussore o la terza firma di un familiare, la banca erogante potrebbe richiedere il debito direttamente al garante, nel momento in cui il debitore principale non risponde ai suoi obblighi di restituzione. Anche le obbligazioni del fideiussore devono venire esposti nel contratto di prestito. Infatti, esistono diverse tipologie di garanti: alcuni devono far fronte all’intero debito, altri solo ad una parte, ecc…

Nel caso dei prestiti al consumo, ovvero i finanziamenti limitati all’acquisto di un prodotto o servizio concreto, la banca potrebbe rivalersi sul bene acquistato in caso di vari ritardi nel rimborso del credito. Infine, altre conseguenze del non pagamento di un debito per prestiti sono, ad esempio, le segnalazioni nelle banche dati dei cattivi pagatori. Un elenco nel quale vengono registrate tutte le operazioni creditizie, dalla richiesta di prestito all’erogazione del denaro, ma anche alla restituzione. Una segnalazione negativa in queste banche dati potrebbe implicare la negazione di nuove richieste di prestito. La cancellazione di questi dati avviene in modo automatico in base ad una tempistica prestabilita che dipende dal numero di ritardi nel pagamento di rate registrato. Infatti, una volta estinto il prestito totalmente, i dati negativi saranno cancellati in un periodo massimo di tre anni.

Una possibile soluzione finanziaria da non trascurare quando si hanno diversi prestiti in corso, o in un momento di difficoltà economiche, potrebbe essere il consolidamento debiti: un’opzione che permette di unificare tutti i prestiti in corso per ricuperare il controllo sul proprio bilancio. In ogni caso, è consigliabile valutare bene la convenienza di un prestito personale prima di fare la richiesta, e per fare questi calcoli esiste ad oggi Monitorata, un servizio finanziario ottimale che permette conoscere quanto graverà la restituzione di un prestito sul proprio bilancio.

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